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Le origini del T.C. sono da ricercarsi in epoca remota.
Sembra che non ci siano testi che ce ne confermino con sicurezza la matrice.
Quella più verosimile risale al 600 d.C., e racconta che in Cina, nel monastero Shao-lin-tzu, Bodhidharma produsse un grande movimento spirituale e con esso una raffinata scuola di tecniche per la gestione del corpo.
Il T.C. nasce come una complessa sequenza in cui si articolano come melodie 22 esecuzioni distinte e collegate, di cui le prime 8 forme costituirono lo stile Shao-lin, e furono divulgate come tecniche di combattimento; sono queste ancora praticate in tutto il mondo, avendo idealmente recuperato il nome di T.C.

Le forme del T. C. furono ricavate dall'osservazione della natura, di cui i monaci intuirono i principi più intimi che incarnavano nell'esecuzione degli esercizi.

Essi sapevano che l'uomo può ritrovare la propria forza primordiale sfruttando il proprio corpo ed emulando, attraverso un insolito atto di volontà, ciò che la natura ci insegna.
In realtà questa disciplina non fu mai una scuola, ma probabilmente venne strutturata come un'opera d'arte;
dove attraverso la tecnica della fusione tra corpo e mente essi celebravano la propria conoscenza.
Queste discipline venivano tramandate da padre in figlio, da maestro ad allievo, proprio perchè richiedevano un impegno ed una passionalità personalissima, che non può riguardare la massa.

Per questo motivo, nel lungo percorso di questa dottrina dai tempi e luoghi della sua nascita sino ai giorni nostri, in un' epoca così lontana, in una cultura così diversa, spesso è stata tradita l'anima altamente filosofica di cui essa era intrisa. Si è conservata invece una forma che necessariamente non può essere oggi immediatamente adeguata a noi uomini di occidente, così lontani dalle premesse biologiche e culturali presenti al tempo della sua origine.
Va considerato che le 8 forme furono strutturate per essere eseguite da corpi sani e menti equilibrate, che nell'esecuzione manifestavano una perfetta conoscenza ed adesione alla natura del proprio spirito e di un corpo armoniosamente integrato all'ambiente circostante una preghiera di sapienza e fusione.
Oggi tutto ciò è persino difficile da comprendere per l'uomo contemporaneo, infatti è tanto lontano dal vivere in modo naturale quanto dalla propria esistenza interiore. Il risultato di ciò è un uomo spesso stanco, destinato a logorarsi in una vita dove governa e regna la sovrastruttura, e cioè una serie concatenata di codici culturali, che si alimentano con il vivere di tutti i giorni e tolgono presenza all'individuo.

Questo è il motivo per cui sono stati strutturati degli esercizi che, pur rispettando l'anima filosofica della disciplina , sono stati modificati nella forma al fine di riequilibrare le funzioni metaboliche e ormonali e preparare i nostri corpi ad eseguire le 8 forme in perfetta tranquillità ed equilibrio, colmando quel gap che la nostra condizione attuale non può fare a meno di produrre.

Attraverso l'insegnamento e l'esecuzione di questi esercizi,
vi è l'intento di recuperare quei principi che la natura ci insegna, che arricchiscono l'uomo di una maggiore consapevolezza e di un miglior funzionamento organico.

Questa è una disciplina "aperta" ognuno ne trarrà i vantaggi che vuole. Se la vivrà solo come un esercizio ginnico, godrà di una serie di benefici fisici e mentali (rilassamento); se sceglierà di viverla con la partecipazione del proprio intelletto, questo può diventare un metodo di ricerca, uno stimolo di crescita, una magnifica avventura che coinvolge l'uomo nella sua unità corpo-mente restituendolo alla propria dignità di individuo.

Solo praticando il T.C. con costanza ed impegno, ciò si può comprendere a fondo; l'istruttore avrà il compito di insegnare le forme, correggere gli errori e stimolare, attraverso i suoi suggerimenti, la comprensione che avverrà nel silenzio e nella solitudine.

Praticare e intuire l'essenza del T.C. significa viverlo oltre la tecnica, in ogni momento.